È “giallo” sul nome dell’azienda sangiulianese che nel periodo tra il 1987 al 1994 avrebbe scaricato materiale tossico presso la località di Pianura, in Campania, secondo quanto denunciato nei giorni scorsi. Tra le aziende accusate di aver smaltito abusivamente materiale nocivo, come riportato dalle agenzia di stampa nazionali, viene indicata un’impresa domiciliata in città, ma per ora non se ne conosce il nome. La notizia, ovviamente, si è diffusa in un lampo negli ambienti locali, sollevando una serie di interrogativi. Su questo delicato capitolo, nella giornata di ieri è intervenuto il presidente dell’Unione commercio di Melegnano, Aniello Santaniello, che in un comunicato stampa, facendo appello ai vertici dell’ente locale, afferma: «Chiediamo al sindaco di rendere pubblica ai cittadini la mappa degli insediamenti di aziende ad alto rischio ambientale presenti sul territorio di San Giuliano e del rischio che comportano tali insediamenti, in particolare se esistono pericoli relativi ai percorsi che i mezzi che trasportano fanghi o altri materiali pericolosi effettuano all’interno dei centri abitati e la verifica della compatibilità con gli insediamenti circostanti. Chiediamo inoltre all’Arpa di verificare il rispetto delle prescrizioni di legge». Con l’occasione, l’esponente dell’associazione di categoria, mette in evidenza che «ai sindaci spetta il compito della sicurezza dei cittadini anche per quanto riguarda la salute». Entrando invece nel merito delle insegne locali che potenzialmente potrebbero essere fonte di rischi, Santaniello ricorda: «In occasione della proposta di insediamento Ikea abbiamo fatto rilevare in sede di conferenza dei servizi, la presenza in località Sesto Ulteriano di quattro aziende ad alto rischio di incidente. In quella occasione richiamammo gli organi competenti a pronunciarsi su un eventuale compatibilità delle stesse con l’insediamento Ikea. A tutt’oggi riscontriamo che le risposte sono state insufficienti in termini di informazione alla collettività». La vicenda legata ad un’azienda locale che avrebbe smaltito rifiuti tossici in Campania, riapre dunque il capitolo legato alla salubrità delle attività presenti in questo tratto di hinterland, che rappresenta il terzo polo produttivo della provincia di Milano, con un ricco comparto distribuito tra le frazioni di Sesto Ulteriano e Zivido.
(tratto da il Cittadino)
11 giugno 2008
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