WASHINGTON - Il giorno è arrivato e negli Stati Uniti sono inziate le operazioni di voto: i seggi si sono aperti alle 6 del mattino in Connecticut, Indiana, New York, parte del Maine, nel Vermont, in New Jersey, in Rhode Island e Kentucky. A ruota seguono il resto degli Stati. I primi risultati significativi sono attesi alle 19 (l'1 mercoledì in Italia) quando sei Stati chiuderanno il voto. Dopo una campagna elettorale di due anni, finalmente gli Stati Uniti votano per scegliere il successore di George W. Bush. I sondaggi vedono nettamente favorito il senatore democratico Barack Obama: la sua vittoria sul rivale repubblicano John McCain darebbe all'America il primo presidente nero in 232 anni. Una svolta storica nella vita della nazione. Il primo risultato è giunto, come è tradizione, dal paesino del New Hampshire Dixville Nortch dove i 21 elettori hanno votato contemporaneamente a mezzanotte: Obama ha ottenuto 15 voti, McCain 6 voti. Il candidato democratico si è aggiudicato la vittoria anche a Hart's Location, l'altro paesino del New Hampshire che per tradizione vota subito dopo la mezzanotte: ha avuto 17 voti contro i 10 di McCain.
VOTO NEL NEW HAMPSHIRE - Per mantenere il primato di rapidità nei risultati, tutti gli elettori di Dixville Notch votano insieme alla mezzanotte: ognuno ha la sua cabina. Le schede sono poste rapidamente nel box e lo scrutinio è istantaneo. All'operazione assiste un numero di reporter triplo rispetto a quello dei votanti. Dixville Notch ha difeso per diverse elezioni presidenziali questo primato. Di solito gli elettori repubblicani superano quelli democratici e il risultato del voto è considerato quindi assolutamente non indicativo delle tendenze nazionali. Proprio per questo la netta vittoria del candidato democratico Obama ha sorpreso. Potrebbe essere l'inizio di una valanga di voti, come prevedono i sondaggi nazionali, a favore del senatore dell'Illinois, che potrebbe diventare il primo presidente nero degli Stati Uniti.
ULTIME ORE FRENETICHE - I due candidati hanno trascorso le ultime ore della campagna attraversando freneticamente il Paese. Per Obama c'è stata una brutta notizia: la nonna Madelyn Dunham, che lo ha tirato su da bambino, è morta per un tumore alle ossa proprio poche ore prima del voto. Il candidato democratico ha chiuso la campagna in Virginia nel luogo di una celebre battaglia della Guerra Civile: «Virginia, ho una sola parola per voi: domani - ha esclamato dal podio a una folla di 85 mila persone -. Tra un giorno cambieremo l'America». John McCain, dato per battuto dai sondaggi, ha programmato un blitz in dieci Stati in poco più di 24 ore ma gli Stati visitati dal senatore dell'Arizona sono quasi tutti repubblicani: McCain sta giocando in difesa nel tentativo di bloccare l'avanzata irresistibile del rivale.
L'ELECTION DAY - «Ce la possiamo ancora fare» ha detto ai suoi sostenitore durante un comizio notturno nel Nevada, altro fortino repubblicano minacciato. Dopo aver votato a Chicago, Obama visiterà un seggio elettorale nell'Indiana. McCain, che vota in Arizona, visiterà altri due Stati del West dopo aver votato a Phoenix estendendo così al massimo la sua estenuante campagna elettorale. Oltre che per il presidente si vota per rinnovare il Congresso (tutta la Camera e un terzo del Senato), per 11 governatori su 50 e per una miriade di consultazioni statali e locali. In realtà gli americani stanno già votando da tempo: circa 29 milioni di voti in 30 Stati sono già stati consegnati. È prevista in queste elezioni un'affluenza record, quasi sicuramente superiore ai 120 milioni di elettori del 2005.
PALIN SCAGIONATA - Sul fronte repubblicano, poche ore prima dell'apertura dei seggi la numero due del ticket repubblicano Sarah Palin è stata scagionata da una commissione etica dell'Alaska dalle accuse di abuso di potere nel caso «Troopergate», il licenziamento del capo della polizia che si era rifiutato di mettere alla porta un poliziotto, ex cognato della Palin. La commissione ha concluso che la candidata vicepresidente non ha violato i codici etici licenziando il capo della polizia. Era la seconda inchiesta sulla vicenda e contraddice la prima indagine di un magistrato indipendente assunto dal Parlamento. Entrambe le inchieste avevano concluso che era nel diritto della Palin licenziare il capo della polizia Walt Monegan, ma il nuovo rapporto sostiene che l'investigatore federale ha errato nel concludere che la governatrice aveva commesso abuso di potere permettendo al marito Todd e ad altri collaboratori di far pressioni su Monegan per ottenere il licenziamento dell'ex cognato Mike Wooten.
NIENTE MULTA PER JOE - Una notizia riguarda un'altra star delle elezioni, l'idraulico Joe, anche lui scagionato, ma da una multa. Diventato simbolo della rivolta anti-tasse e testimonial della campagna di John McCain, è stato bloccato per eccesso di velocità a Toledo, in Ohio, ma non multato, perché gli agenti si sono preoccupati del potenziale impatto di immagine negativa sulla polizia della città. L'episodio risale alla scorsa settimana, ma solo ora ne ha dato notizia una tv locale. Samuel J. Wurzelbacher ha ricevuto un avvertimento a voce perché una multa «avrebbe potuto avere ripercussioni negative sul Dipartimento di polizia e sulla città in generale» si legge nel verbale dell'agente che ha fermato l'idraulico.
VOTO NEL NEW HAMPSHIRE - Per mantenere il primato di rapidità nei risultati, tutti gli elettori di Dixville Notch votano insieme alla mezzanotte: ognuno ha la sua cabina. Le schede sono poste rapidamente nel box e lo scrutinio è istantaneo. All'operazione assiste un numero di reporter triplo rispetto a quello dei votanti. Dixville Notch ha difeso per diverse elezioni presidenziali questo primato. Di solito gli elettori repubblicani superano quelli democratici e il risultato del voto è considerato quindi assolutamente non indicativo delle tendenze nazionali. Proprio per questo la netta vittoria del candidato democratico Obama ha sorpreso. Potrebbe essere l'inizio di una valanga di voti, come prevedono i sondaggi nazionali, a favore del senatore dell'Illinois, che potrebbe diventare il primo presidente nero degli Stati Uniti.
ULTIME ORE FRENETICHE - I due candidati hanno trascorso le ultime ore della campagna attraversando freneticamente il Paese. Per Obama c'è stata una brutta notizia: la nonna Madelyn Dunham, che lo ha tirato su da bambino, è morta per un tumore alle ossa proprio poche ore prima del voto. Il candidato democratico ha chiuso la campagna in Virginia nel luogo di una celebre battaglia della Guerra Civile: «Virginia, ho una sola parola per voi: domani - ha esclamato dal podio a una folla di 85 mila persone -. Tra un giorno cambieremo l'America». John McCain, dato per battuto dai sondaggi, ha programmato un blitz in dieci Stati in poco più di 24 ore ma gli Stati visitati dal senatore dell'Arizona sono quasi tutti repubblicani: McCain sta giocando in difesa nel tentativo di bloccare l'avanzata irresistibile del rivale.
L'ELECTION DAY - «Ce la possiamo ancora fare» ha detto ai suoi sostenitore durante un comizio notturno nel Nevada, altro fortino repubblicano minacciato. Dopo aver votato a Chicago, Obama visiterà un seggio elettorale nell'Indiana. McCain, che vota in Arizona, visiterà altri due Stati del West dopo aver votato a Phoenix estendendo così al massimo la sua estenuante campagna elettorale. Oltre che per il presidente si vota per rinnovare il Congresso (tutta la Camera e un terzo del Senato), per 11 governatori su 50 e per una miriade di consultazioni statali e locali. In realtà gli americani stanno già votando da tempo: circa 29 milioni di voti in 30 Stati sono già stati consegnati. È prevista in queste elezioni un'affluenza record, quasi sicuramente superiore ai 120 milioni di elettori del 2005.
PALIN SCAGIONATA - Sul fronte repubblicano, poche ore prima dell'apertura dei seggi la numero due del ticket repubblicano Sarah Palin è stata scagionata da una commissione etica dell'Alaska dalle accuse di abuso di potere nel caso «Troopergate», il licenziamento del capo della polizia che si era rifiutato di mettere alla porta un poliziotto, ex cognato della Palin. La commissione ha concluso che la candidata vicepresidente non ha violato i codici etici licenziando il capo della polizia. Era la seconda inchiesta sulla vicenda e contraddice la prima indagine di un magistrato indipendente assunto dal Parlamento. Entrambe le inchieste avevano concluso che era nel diritto della Palin licenziare il capo della polizia Walt Monegan, ma il nuovo rapporto sostiene che l'investigatore federale ha errato nel concludere che la governatrice aveva commesso abuso di potere permettendo al marito Todd e ad altri collaboratori di far pressioni su Monegan per ottenere il licenziamento dell'ex cognato Mike Wooten.
NIENTE MULTA PER JOE - Una notizia riguarda un'altra star delle elezioni, l'idraulico Joe, anche lui scagionato, ma da una multa. Diventato simbolo della rivolta anti-tasse e testimonial della campagna di John McCain, è stato bloccato per eccesso di velocità a Toledo, in Ohio, ma non multato, perché gli agenti si sono preoccupati del potenziale impatto di immagine negativa sulla polizia della città. L'episodio risale alla scorsa settimana, ma solo ora ne ha dato notizia una tv locale. Samuel J. Wurzelbacher ha ricevuto un avvertimento a voce perché una multa «avrebbe potuto avere ripercussioni negative sul Dipartimento di polizia e sulla città in generale» si legge nel verbale dell'agente che ha fermato l'idraulico.
Come e dove avere aggiornamenti?
Gli speciali sul web - anche italiano - abbondano, realizzati dai principali quotidiani: da segnalare per chi bada al sodo però anche lo speciale di PoliticaOnLine. Ma chi vuole andare al cuore del problema, e se la cava con l'inglese, può seguirle direttamente dai siti americani: tra i più consigliati quello “classico” della Cnn, il molto comprensibile speciale di Yahoo e il dettagliatissimo Realclear Politics, perfetto per chi si vuole dilettare con la matematica elettorale. Per quanto riguarda le TV, Il Tg1 seguirà in diretta l’election day con uno speciale condotto da Gianni Riotta da New York, ma in serata non mancherà la maratona di Porta a Porta in partenza alle 23.30, mentre su Canale 5 Matrix con Enrico Mentana in collaborazione con il Tg5 inizierà una puntata speciale alla stessa ora e fino alle sei del mattino. Il Tg3 avrà una edizione speciale di Tg3 linea notte con approfondimenti condotta da Antonio Di Bella da New York, e si prepara ad un lungo “speciale” sulla nottata a partire dalle 11 del mattino del 5. La7 prevede un “USA election day 2008” piuttosto articolato, che comincia alle 20,30 quando in anteprima ed in chiaro va in onda Farenheith 9/11, il discusso film di Michael Moore. Lo speciale del Tg La7 poi comincia a mezzanotte mentre alle 6,30 del mattino successivo i commenti alle elezioni saranno in Omnibus, edizione speciale. Per chi ha il satellite ovviamente la scelta aumenta: qui mattatrice è Sky Tg 24. La sua maratona elettorale, dal titolo” America 2008” comincia alle 22.30 con conduzione di Emilio Carelli e commenti e considerazioni dei maggiori esperti politici nazionali ed internazionali. Anche Rainews 24 seguirà l’evento, con una speciale programmazione. E tra gli outsider del satellite, va segnalata la diretta da Roma della neonata tv Youdem, la tv ufficiale del Pd (canale 813 di Sky). Dalle 22 in poi, il partito di Walter Veltroni ha organizzato una no-stop notturna dal titolo ''La notte della grande scelta'' per attendere i risultati delle elezioni americane, tifando ovviamente Obama.

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